Agriturismo in Umbria
La Corte del Lupo, Loc. Pertana 43, Nocera Umbra (PG)
+390742819009
info@cortedellupo.com
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Maiale ≠ Sporco

Il maiale sapete quando è flaccido? Quando viene condannato a vivere in 2mq2
Il maiale sapete quando è stupidone? Quando in quei 2m2 in cui vive vedrà solo un muro davanti a se.
Il maiale sapete quando è sporco? Quando in quei 2m2 deve fare anche la cacca e la pipì.

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Is it really so strange….

Nei miei lavori precedenti il tempo (il meteo) non incideva più di tanto: mi alzavo la mattina, vedevo che pioveva, non ero particolarmente felice di prendere il motorino e di arrivare a lavoro bagnato, di fare zig-zag in mezzo al traffico impazzito, di restare umido tutto il giorno e così via. Il tempo (il meteo) era una situazione che subivo anzi che subivo e sopportavo. E al di fuori degli spostamenti il caldo, il freddo, la pioggia, la grandine o la neve erano fenomeni che guardavo attraverso i vetri. Adesso è tutto cambiato. Il tempo (il meteo) è qualcosa che sento fisicamente addosso, che fa parte delle mie giornate e delle mie nottate, che interviene pesantemente nel mio lavoro. Il tempo (il meteo) è passato da essere qualcosa che vedevo attraverso i vetri di una finestra a qualcosa con cui convivere e condividere le mie giornate, belle o brutte che siano. In questi giorni, per esempio, sono in attesa che la primavera arrivi definitivamente, arrivi il caldo e smetta di piovere.  Sono in attesa di poter piantare tutte le verdure nell’orto. Qualche cosa ho fatto in tempo a piantare qualcos’altro no.  Il tempo (il meteo) incide molto sul nostro raccolto, […]

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Stop me if you think you’ve heard this one before

Risiedere in una zona d’Italia che non sia la tua e’ sempre strano: mangiano gli asini o il caffe’ costa 1,20 (ladri!) o l’incivilta’ e l’educazione e’ irrimediabilmente svanita o parlano e non capisci niente. Questo costa sacrifici in termini di ambientamento e per quanti sforzi tu voglia fare sarai (saro’) sempre straniero in terra ostile. Qui in Umbria non mangiano (ancora e per fortuna) gli asini, il caffe’ lo trovi pure a 0,80 € (e ci guadagnano comunque), c’e’ ancora il sentore comune che siano luoghi civili, pero’ quando parlano non si capisce (spesso) niente! Ammetto in tutta onesta’ che dopo 3 anni inizio a capire di piu’ ma all’inizio e’ stato difficile. Molto difficile. Quando qualcuno ti dice “lia” per dire “lei” fai fatica. Quando qualcuno ti dice “sci-no” per dire “si” ma tu sei stato tutto il tempo a pensare se fosse si o no, fai fatica. Quando qualcuno ti dice “commm’e’?” per dire “buongiorno, mi fa piacere vederLa, come sta oggi?” fai fatica. Quando qualcuno ti dice “gimo” per dire “andiamo” e tu resti seduto, fai fatica. Insomma fai fatica, ma poi piano piano, lentamente, ti assuefai, capisci una parola ogni 5, di cui 2 sono […]

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Meat is murder

E’ vero meat is murder, ma in umbria vale fino a un certo punto, sopratutto nelle zone rurali come la nostra. Qui sparano a qualsiasi cosa si muove, sia esso animale vegetale o umano. Si umano perche’ se venite quando la stagione della caccia al cinghiale e’ aperta, dopo settembre, trovate tutti i cacciatori, al bar verso le 06.00, che si bevono del bianchetto; dopodiche’ inizia la battuta e tra una battuta e l’altra, tra una birra e l’altra finiscono spesso ubriachi a spararsi da soli! E’ vero meat is murder, ma siamo in una regione che non ha uno sbocco al mare perche’ senno’ sarebbe anche fish is murder. E’ vero meat is murder, ma provate voi a coltivare azuki biologico, seitan biologico o gomasio biologico, gia’ ci sono tanti di quei casini col biologico normale figuriamoci co sta roba. E’ vero meat is murder, ma provate voi a proporre ai vostri ospiti che vengono per assaporare i piatti della terra umbri famosi in tutto il mondo i prodotti di cui sopra. Ecco meat is murder, ma non ci possiamo fare molto… per adesso.

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Every day is like sunday

Ogni giorno era domenica o almeno lo sembrava o almeno sembrava a me. Stesse facce stesse storie stessi rituali. Poi però questa strada mi ha portato a un bivio che non pensavo nemmeno esistere. In qualche storia al cinema o in qualche canzone popolare avevo vissuto per un’attimo quella atmosfera ora ero lì al crociccio di una strada di campagna dove la mia colonna sonora non era Django Reinhard ma il buon vecchio Morrissey con tutta la pesantezza e l’umido che si porta appresso. La strada era si una strada di campagna, un po’ asfaltata male un po’ bianca un po’ in discesa un po’ in salita e portava ad un casale in pietra di fine del 1800, tra le colline che corrono tra il Subasio e le ultime cime dei Sibillini in un territorio completamente depresso dove Nocera Umbra era una città fantasma ancora in totale ricostruzione dal terremoto e con una fabbrica che con 2000 persone assunte sfornava lavatrici per tutt’europa ma con 2000 persone in cig non le sfornava più. Eccoci qua se fossi arrivato su Marte mi sarei sentito più a mio agio! “Ma che lo comprate a fare un agriturismo? Non tirano più! E poi […]

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